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Sabato 7 maggio 2011 è stata istituita a Mandas la sezione comunale dell'A.D.M.O.

Il Consiglio Direttivo dell'A.D.M.O.  era rappresentato dal Prof. L. Contu, dalla Sig.ra A. Fulgheri, e dalla Sig.ra A. Urru.

 Hanno partecipato all'evento,  aperto da una conferenza del Prof. Licinio Contu su 'Donazione e uso delle CSE', autorità politiche, religiose e sanitarie del Comune.

 
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Incontro Giovani Farmacisti-Genitori PDF Stampa E-mail

Domenica 27 Novembre 2011 ha avuto luogo a Cagliari, nella sala congressi della Fiera Campionaria, un incontro informativo-promozionale sulla donazione del sangue del Cordone ombelicale con le coppie dei genitori in attesa di un figlio e con i farmacisti della provincia di Cagliari.

 

L’incontro, organizzato dall’Associazione Giovani Farmacisti della Sardegna (A.Gi.Far. Sardegna) in collaborazione con la Federazione Italiana ADOCES e con l’A.D.M.O. (Associazione Donatori Midollo Osseo della Sardegna), è stato aperto dal Dott. Stefano Carta, Presidente dell’A.Gi.Far. Sardegna, che ne ha illustrato le ragioni e gli obiettivi, e ha precisato che esso costituisce l’avvio di un programma collaborativo con l’A.D.M.O. per una campagna di informazione e di sensibilizzazione sulla donazione del sangue cordonale, che vedrà coinvolte tutte le farmacie della Sardegna e impegnati in prima persona i giovani farmacisti sardi.

Il Dott. Carta ha sottolineato che, a tale scopo, è stato realizzato un opuscolo informativo per le coppie in attesa, dal titolo “Le cellule staminali emopoietiche del cordone ombelicale”, e che l’opuscolo, scritto dal Prof. L.Contu e stampato a cura di A.Gi.Far Sardegna e di Federfarma Cagliari, già distribuito a tutti i partecipanti al convegno, sarà messo a disposizione di tutte le farmacie della Sardegna, per i genitori e per coloro che desiderano avere informazioni corrette sui problemi medici, organizzativi, legislativi ed etici connessi con la donazione, la conservazione e l’uso del sangue cordonale.

Il Dott.Carta ha quindi dato la parola al Prof. L. Contu, Presidente della Federazione Italiana ADOCES e dell’Associazione Donatori di Midollo Osseo della Sardegna (A.D.M.O.).

Il Prof. Contu, dopo aver brevemente illustrato il ruolo biologico e i possibili impieghi terapeutici delle cellule staminali emopoietiche del midollo osseo, ha esaminato i diversi problemi relativi al sangue del cordone ombelicale, dalla donazione, al prelievo, alla conservazione e all’impiego clinico nei trapianti.

Il Prof. Contu ha ricordato che 1) tali attività hanno come  obiettivo la cura dei malati, per cui devono essere garantite in ogni fase e in modo rigoroso, sicurezza e idoneità per i donatori e per i pazienti candidati al trapianto, e che 2), essendo l’SCO una componente del corpo umano donata per scopi terapeutici, si devono escludere discriminazioni, interessi personali e finalità lucrative e commerciali.

Questi criteri, ha sottolineato il Prof. Contu, hanno ispirato le leggi italiane sulla materia, le quali dispongono che, nel territorio nazionale, le attività di raccolta, conservazione e rilascio del sangue cordonale siano svolte esclusivamente in strutture del SSN accreditate dalle regioni, e non ammesse presso strutture private. E’ tuttavia consentita l’esportazione e la conservazione di SCO in banche private estere per uso autologo, dietro autorizzazione della regione e a spese dei genitori.

Il Prof. Contu ha quindi precisato che in Italia operano 19 banche pubbliche (compresa quella recentemente aperta a Cagliari) e più di 300 Punti-nascita accreditati che hanno consentito di avere al 31.12.2010, 23.098 unità di SCO bancate, immediatamente disponibili per trapianto, e che hanno portato al trapianto 1.166 pazienti.

Per confronto alla stessa data, erano state esportate in banche private estere più di 60.000 unità di SCO per uso personale, ma nessuna di esse è stata finora utilizzata.

Il Prof. Contu ha riferito che i dati mondiali sono analoghi a quelli italiani. Infatti al 31.12.2010 più di 900.000 unità di SCO erano conservate nelle banche private e solo 12 di esse erano state utilizzate per trapianto autologo, mentre i trapianti effettuati sulle 450.000 unità di SCO conservate nelle banche pubbliche erano stati più di 25.000.

Questi dati dimostrano chiaramente che la conservazione del SCO nelle banche private estere per un uso personale è praticamente inutile per il neonato donatore e serve solamente alle banche private e ai loro intermediari che realizzano lauti guadagni facendo del sangue cordonale umano una semplice merce.

Il Prof. Contu ha continuato evidenziando che il SSN offre gratuitamente ai genitori tutte le tipologie di raccolta e conservazione del sangue cordonale realmente utili per i malati, e rifiuta la sola tipologia del tutto inutile che è quella proposta a pagamento dalle banche private estere. Cioè, la conservazione del SCO  di un neonato sano per un eventuale trapianto autologo futuro estremamente improbabile.

Il SSN consente infatti la raccolta e conservazione del SCO di un neonato sano: 1) per uso solidale, cioè a beneficio di qualunque malato ne abbia bisogno; 2) per uso dedicato ad un familiare del neonato con una malattia in atto (es.,leucemia acuta), o 3) con alto rischio di malattia genetica (es.,beta-talassemia omozigote), per la quale è indicato il trapianto allogenico di SCO.

Il SSN consente inoltre la raccolta del SCO per uso autologo immediato di un neonato che, alla nascita o poco prima, risulti affetto da una malattia con indicazione al trapianto autologo (es. neuroblastoma).

Molte, troppe mamme purtroppo, ha lamentato Contu, si lasciano convincere dalle banche private a consegnare il sangue cordonale dei figli, da conservare per un eventuale necessità futura di trapianto, nonostante l’evidente inutilità di tale opzione, indotte a ciò da informazioni scorrette, devianti o del tutto false fornite dalle banche private e dai loro intermediari. Questo è stato provato di recente da una decisione dell’Antitrust che ha ingiunto formalmente a 6 banche private che operano in Italia di correggere le informazioni false finora fornite, pena pesanti sanzioni.

Il Prof. Contu ha concluso sottolineando quanto sia importante, ora che anche la Sardegna dispone di una banca di SCO, raggiungere tutti i genitori in attesa di un figlio con informazioni le più chiare, scientificamente corrette, complete, rispettose della verità e disinteressate, in modo che essi possano consapevolmente e liberamente decidere che cosa fare del sangue cordonale dei figli.

Le farmacie della Sardegna potranno svolgere un ruolo fondamentale per il raggiungimento di questo obiettivo, grazie all’impegno di A.Gi.Far. Sardegna e di Federfarma Cagliari che con questo incontro e con la realizzazione dell’opuscolo appena distribuito ai presenti, hanno dato il via alla campagna informativa-promozionale che l’A.D.M.O. e la Federazione Italiana ADOCES hanno programmato per il prossimo anno.

Il Dott. Carta ha quindi dato la parola alla Dott.ssa Maria Rosaria Lai, Presidente del Collegio delle Ostetriche delle Prov. di CA-NU-OG-OR-VS.

La Dott.ssa Lai ha illustrato, con l’ausilio di numerose figure e tabelle, il ruolo essenziale che le ostetriche devono svolgere in relazione alla donazione e alla raccolta del SCO. Dal primo contatto con le donne in attesa, alle quali devono fornire tutte le informazioni relative alla donazione del sangue cordonale e in particolare quelle necessarie a far capire la grande importanza medica e sociale del SCO e il valore etico della sua donazione; all’accompagnamento nei passi, anche burocratici, che le coppie di genitori che desiderano donare il sangue cordonale dei figli devono compiere; alla organizzazione e gestione del Punto-nascita in funzione della raccolta del SCO; alla raccolta del consenso informato della mamma o di entrambi i genitori;alla registrazione scrupolosa di tutti i dati anamnestici rilevanti riguardanti i genitori del nascituro e le rispettive famiglie, della storia clinica della futura mamma, del decorso della gravidanza fino al parto e degli eventuali criteri di esclusione della donazione del SCO; alla procedura del prelievo e della raccolta del sangue cordonale, senza trascurare la necessaria assistenza al neonato e alla mamma; fino al confezionamento e alla codificazione dell’unità di SCO raccolta e, al suo invio alla banca di competenza, unitamente a un campione di sangue materno raccolto al momento del parto, al consenso informato e ai dati clinico-anamnestici registrati.

L’incontro è stato concluso dal Dott. Carta, dopo una breve discussione con i presenti, con l’auspicio di un grande successo dell’iniziativa che vedrà impegnate tutte le farmacie della Sardegna.

Per maggiori informazioni leggere l’opuscolo “Le cellule staminali emopoietiche del cordone ombelicale” nella sezione download

 

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