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Sabato 7 maggio 2011 è stata istituita a Mandas la sezione comunale dell'A.D.M.O.

Il Consiglio Direttivo dell'A.D.M.O.  era rappresentato dal Prof. L. Contu, dalla Sig.ra A. Fulgheri, e dalla Sig.ra A. Urru.

 Hanno partecipato all'evento,  aperto da una conferenza del Prof. Licinio Contu su 'Donazione e uso delle CSE', autorità politiche, religiose e sanitarie del Comune.

 
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La Tutela e i Diritti del Donatore PDF Stampa E-mail
Come abbiamo già precisato, il donatore è libero di ritirare il suo consenso in qualunque momento, anche se è consapevole delle possibili conseguenze di tale decisione. In particolare il donatore deve essere informato che il ritiro del consenso, quando è già iniziato il condizionamento pre-trapianto del paziente, espone quest’ultimo a rischio di morte. Il donatore non deve subire pressioni per la donazione in nessun momento, e può essere sottoposto al prelievo di CSE per un solo malato. L’identità del donatore deve essere nota solo al personale del CD, del RR e del CP coinvolto nella procedura, ma deve essere protetta con l’anonimato nei confronti del paziente e di terzi estranei alla procedura, per impedire di collegare fra loro il donatore e il paziente. Il vincolo dell’anonimato è inestinguibile e deve essere mantenuto sia per il paziente che per i terzi.
In tutte le procedure di ricerca e in tutte le comunicazioni fra CD, RR, IBMDR e CT riguardanti il donatore, i dati anagrafici di questo devono essere sostituiti con il codice di identificazione individuale (v.paragrafo 10.2).
I dati anagrafici del donatore, che permettono di collegarlo con i dati genetici e il relativo codice individuale iscritti nel Registro, devono essere conservati in un archivio separato, protetto e accessibile solamente al personale autorizzato del CD e/o del RR. Il donatore può chiedere ed ottenere la trasmissione dei dati della sua tipizzazione HLA secondo quanto previsto dall’art. 7 del D.Lgs. 30.06.2003.
I donatori con rapporto di lavoro dipendente hanno diritto a permessi retribuiti per il tempo necessario all’espletamento delle seguenti operazioni:
1. prelievo di sangue per la determinazione dei dati genetici;
2. prelievi di sangue per l’accertamento della compatibilità con i malati in attesa di trapianto;
3. accertamento dell’idoneità alla donazione, in base all’art. 3 legge 107 del 04.05.1990;
4. eventuale somministrazione di fattori di crescita per la mobilizzazione delle CSE;
5. ricovero ospedaliero per il tempo necessario al prelievo delle CSE e per quello successivo alla donazione fino al completo recupero del suo stato fisico, secondo la certificazione dei medici del CP che ha effettuato il prelievo delle CSE. Nessun onere economico può essere imputato al donatore per le prestazioni sanitarie di cui sopra.
La certificazione al datore di lavoro, relativa alle operazioni 1, 2, 3, 4 e 5 sopra indicate, è rilasciata dai servizi sanitari che le hanno espletate.
Tutti i volontari iscritti nel Registro nazionale come potenziali donatori hanno una copertura assicurativa che riguarda tutti i danni che possono essere correlati con le varie fasi delle procedure previste per la donazione. Il rischio considerato è il cosiddetto “rischio in itinere” cioè dal momento della partenza dal proprio domicilio fino al rientro. La copertura assicurativa in caso di invalidità o di morte, correlata ai prelievi ematici, agli accertamenti e agli altri atti richiesti, fino alla donazione di CSE e alle eventuali sequele di questa, è sotto la responsabilità dell’E.O. Ospedale Galliera di Genova.
 

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