Annunci

Sabato 7 maggio 2011 è stata istituita a Mandas la sezione comunale dell'A.D.M.O.

Il Consiglio Direttivo dell'A.D.M.O.  era rappresentato dal Prof. L. Contu, dalla Sig.ra A. Fulgheri, e dalla Sig.ra A. Urru.

 Hanno partecipato all'evento,  aperto da una conferenza del Prof. Licinio Contu su 'Donazione e uso delle CSE', autorità politiche, religiose e sanitarie del Comune.

 
Home arrow Conclusioni
Conclusioni PDF Stampa E-mail
Come abbiamo visto, il protagonista dei trapianti ematologico non è più il midollo osseo, in quanto tale. Le cellule staminali emopoietiche ne hanno preso il posto. Possiamo ottenere queste cellule da fonti diverse: dal midollo osseo, dal sangue del cordone ombelicale e dal sangue periferico. Cambia perciò e si diversifica a seconda della fonte, la tipologia del donatore, la procedura del prelievo, la strategia di conservazione e di utilizzo delle CSE , e, ovviamente, l’organizzazione tecnico-sanitaria, nonché l’informazione da dare alla popolazione e l’approccio promozionale da adottare.
Ma le CSE delle diverse fonti differiscono anche per grado di maturazione e per proprietà immunologiche. I risultati che si ottengono nei trapianti sono di conseguenza alquanto differenti per tipo di CSE. In particolare:
1. Il rischio di GVHD acuta è modesto con il sangue cordonale rispetto al midollo osseo e alle CSE da sangue periferico;
2. Il rischio di recidivia nelle patologie onco-ematologiche è significativamente minore con il midollo osseo che con il sangue di cordone ombelicale;
3. il numero di CSE che può essere prelevato dal sangue periferico e trapiantato è molto maggiore di quello che si può ottenere col midollo osseo e, ovviamente, col SCO. Ciò consente di ottenere un importante effetto immunosopressivo e un più rapido attecchimento, favorendo l’adozione di protocolli di condizionamento “a intensità ridotta”, con riduzione della mortalità trapiantologia.
Queste differenze si traducono in indicazioni e in opzioni terapeutiche differenti. Malati che fino a qualche anno fa erano esclusi dal trapianto di midollo osseo per l’età, per la patologia e per le condizioni cliniche, oggi possono accedere al trapianto di CSE da altra fonte e possono guarire. L’ovvia conseguenza è l’aumento progressivo del ricorso al trapianto di CSE in tutto il mondo.
È perciò necessario uno sforzo maggiore a livello promozionale e a livello tecnico-sanitario ed organizzativo affinché le tre opzioni possibili nella scelta delle CSE per trapianto siano messe concretamente a disposizione dei malati in tutte le regioni d’Italia. In Sardegna non abbiamo ancora una banca di CSE di sangue cordonale nonostante le sollecitazioni che da molti anni, cittadini, malati, medici e associazioni di volontariato presentano ai responsabili regionali della sanità.
È una grave lacuna non più accettabile, specialmente nella regione che ha la più alta incidenza di beta talassemia d’Italia.
 

©2008 A.D.M.O. tutti i diritti riservati.