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Sabato 7 maggio 2011 è stata istituita a Mandas la sezione comunale dell'A.D.M.O.

Il Consiglio Direttivo dell'A.D.M.O.  era rappresentato dal Prof. L. Contu, dalla Sig.ra A. Fulgheri, e dalla Sig.ra A. Urru.

 Hanno partecipato all'evento,  aperto da una conferenza del Prof. Licinio Contu su 'Donazione e uso delle CSE', autorità politiche, religiose e sanitarie del Comune.

 
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Le Indicazioni del Trapianto di CSE PDF Stampa E-mail
Il trapianto allogenico di CSE è un trattamento efficace per un gran numero di malattie gravi. Queste includono empatie maligne, insufficienze midollari primitive e secondarie, emopatie genetiche, immunodeficienze gravi e malattie congenite del metabolismo. Le tabelle 11 e 12 riportano le indicazioni al trapianto di CSE nei pazienti adulti e in quelli pediatrici, distinte per tipo di trapianto (allogenico e autologo) e per fonte di CSE (midollo osseo, sangue periferico e sangue di cordone ombelicale). Per molte di queste malattie, come la leucemia mieloide cronica, le sindromi mielodisplastiche, l’insufficienza midollare grave, le emopatie genetiche, come la beta-talassemia, le immunodeficienze severe e gli errori congeniti del metabolismo, il trapianto allogenico di CSE rappresenta ad oggi, l’unica terapia veramente curativa, in grado di portare a guarigione definitiva i malati.
Le indicazioni per il trapianto allogenico di midollo osseo sono, in un certo senso, quelle di riferimento per tutti i trapianti allogenici di CSE, essendo basate sulla esperienza di alcune centinaia di migliaia di trapianti effettuati nel mondo, di cui oltre 50.000 da donatori non familiari. Ma negli ultimi anni, l’impiego delle CSE da sangue periferico ha superato quello del midollo osseo, sia nel trapianto dal donatore familiare che in quello da donatore non familiare. In Europa, nel 2004, più del 70% dei trapianti da donatore familiare e più del 60% dei trapianti da donatore non familiare è stato fatto con CSE periferiche. Anche il trapianto di CSE di sangue cordonale viene utilizzato sempre di più, in gran parte in pazienti di età pediatrica, ma anche in adulti. Le indicazioni sono, in linea di massima le stesse del trapianto di midollo osseo. Esistono tuttavia delle differenze, legate in particolare alla minore incidenza e gravità della GVHD con il SCO. In Italia, il SCO è utilizzato esclusivamente per trapianti allogenici, non essendo, almeno, ancora possibile conservare il SCO per uso autologo.
A luglio 2004 erano stati eseguiti nel mondo più di 3000 trapianti di CSE di SCO. Di questi, il 65% riguardava pazienti di età inferiore a 15 anni, e l’85% era del tipo non familiare. Alla stessa data in Italia erano state trapiantate 316 unità di sangue placentare, di cui 187 (59%) per pazienti di età inferiore a 15 anni, e 129 per pazienti di età ≥ 15 anni. Le patologie trattate sono state in grande maggioranza patologie oncoematologiche, ma numerosi sono stati anche i casi di patologie su base genetica. Vediamo le indicazioni maggiori.
 

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