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Sabato 7 maggio 2011 è stata istituita a Mandas la sezione comunale dell'A.D.M.O.

Il Consiglio Direttivo dell'A.D.M.O.  era rappresentato dal Prof. L. Contu, dalla Sig.ra A. Fulgheri, e dalla Sig.ra A. Urru.

 Hanno partecipato all'evento,  aperto da una conferenza del Prof. Licinio Contu su 'Donazione e uso delle CSE', autorità politiche, religiose e sanitarie del Comune.

 
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Preparazione del paziente PDF Stampa E-mail
Prima di iniziare la preparazione vera e propria al trapianto, il paziente viene sottoposto ad una serie di accertamenti volti a stabilire se esistono le condizioni fisiche e psichiche atte a consentire il trapianto e le terapie correlate (vedi tab.7).

Viene quindi predisposto un accesso venoso centrale inserendo un catetere tipo Hickman, a due-tre vie radiopaco, nella vena cava superiore o nell’atrio destro, attraverso la vena succlavia o la giugulare interna o esterna. Questo tipo di catetere, o altri simili, assicurano una durata media d’impiego molto lunga, senza complicazioni, e consentono sia l’infusione del midollo, sia la somministrazione dei farmaci e delle terapie di supporto, che l’esecuzione facile di prelievi di sangue. La disponibilità di un accesso venoso sicuro è condizione essenziale per il successo del trapianto. Sono comunque possibili, anche se non frequenti, complicanze legate sia all’inserimento del catetere che alla sua lunga presenza (mesi). Sono da considerare in particolare infezioni, occlusioni del catetere e trombosi. Predisposto l’accesso venoso, si passa alla preparazione pretrapianto del paziente o condizionamento. Questo ha i seguenti obiettivi:
1. Eradicare la malattia ematologica o oncologica di base e crearespazio nel microambiente midollare (Mieloablazione);

2. Nel caso di TMO allogenico, occorre sopprimere il sistema immunitario del paziente, per prevenire il rigetto (Immunoppressione).

 

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