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Sabato 7 maggio 2011 è stata istituita a Mandas la sezione comunale dell'A.D.M.O.

Il Consiglio Direttivo dell'A.D.M.O.  era rappresentato dal Prof. L. Contu, dalla Sig.ra A. Fulgheri, e dalla Sig.ra A. Urru.

 Hanno partecipato all'evento,  aperto da una conferenza del Prof. Licinio Contu su 'Donazione e uso delle CSE', autorità politiche, religiose e sanitarie del Comune.

 
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Prelievo di Sangue Placentare PDF Stampa E-mail
Il sangue del cordone ombelicale può essere facilmente prelevato subito dopo il parto (sia spontaneo che cesareo), prima o dopo l’espulsione della placenta.

Si utilizza generalmente un sistema chiuso, in quanto comporta rischi molto minori di contaminazione. Ai fini della raccolta, la gestazione deve essere non inferiore a 34 settimane. Subito dopo il parto vengono posizionati due clamp sul cordone ombelicale a una distanza di 5-10 cm dal neonato, mentre l’ostetrica esegue le operazioni di routine (aspirazione, lavaggio, misura, peso corporeo, etc). Terminate queste operazioni si taglia il cordone tra i due clamp. Si disinfetta accuratamente la zona del cordone in cui sarà effettuato il prelievo. In questa zona viene inserita, nella vena

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Fig.8 - Tecnica di prelievo del sangue di cordone ombelicale.

ombelicale verso la placenta, una cannula collegata con la sacca di raccolta, e si fa defluire il sangue compiendo una delicata spremitura del cordone per favorire il deflusso del sangue (v.Fig.8). Quando questo è terminato, si chiude con apposito clamp il tubo di raccordo con la sacca e si toglie l’ago. Dopo il secondamento, la placenta viene ispezionata dall’ostetrica per valutarne la completezza. Si preleva quindi, con una siringa monouso da 10-20 ml, il sangue contenuto nei vasi placentari ancora congesti, previa accurata disinfezione della sede del prelievo. Il sangue raccolto nella siringa viene trasferito nella sacca di raccolta, tramite il dispositivo di iniezione posto nella parte alta della sacca. Prima della raccolta, l’operatore riporta sulla sacca il numero di braccialetto assegnato alla madre e al figlio e la data del prelievo.
Dopo la raccolta, la sacca viene conservata a 4°C. Entro 24-48 ore dalla raccolta, il sangue prelevato deve essere manipolato, caratterizzato e crioconservato. Ai fini della conservazione in una banca di sangue cordonale, vengono considerate idonee solamente le raccolte con volume superiore a 40 ml e con numero di cellule nucleate superiore a 8x108. La manipolazione dell’unità di SCO deve limitarsi alla riduzione del volume mediante deplezione dei globuli rossi e/o del plasma. Di ciascuna unità saranno conservati dei campioni di riferimento.
Un campione di 3 ml di sangue sarà prelevato sterilmente dalla sacca per la caratterizzazione. Questa dovrà comprendere tutti i dati riportati nella tabella 6. Dopo il prelievo, si eseguono sul siero materno le analisi per HIV1 e 2, HbsAg, anti-HCV, anti-CMV e TPHA. Un test per HIV1 viene ripetuto dopo 6 mesi su un nuovo campione di sangue materno. Il volume di SCO che viene raccolto è molto variabile. In media 100-120 ml contenenti 8-12 x 108 cellule nucleate e 1-5 x 106 cellule CD34+.

Tab.6 - Caratterizzazione dell’unità di SCO
1. Determinazione del volume;
2. Conta del numero totale di cellule nucleate;
3. Determinzione del gruppo ABO ed Rh;
4. Conta del numero totale di cellule CD34+ in citofluorimetria;
5. Valutazione del potenziale clonogenico mediante colture cellulari su terreno semisolido, e determinazione del numero di (CFU-GEMM+CFU-GM+BFU-E)/ml di sangue placentare;
6. Tipizzazione HLA-A, Cw, B, DRB1, B3, B4, B5 e DQB1, eseguita con tecniche molecolari, almeno per la classe II;
7. Valutazione di sterilità per batteri e funghi, e, in caso di positività, esecuzione di antibiogrammi.

 

 

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